Articoli e Dibattiti

Quel muro che unisce

Articolo apparso sul portale Gas.Social, 26/09/2016

A Mendrisio, il 20 giugno di quest’anno è stato inaugurato un muro. Un muro che fa capo al dicastero di Giorgio Comi, municipale di Insieme a Sinistra. “Un muro?” vi starete chiedendo, pensando automaticamente a Tijuana, alla Cisgiordania oppure agli sproloqui dei leghisti nostrani. Sì, un muro. Ma non un muro con il compito di dividere, un muro che unisce.

Si chiama “Muro libero” ed è situato sul lato posteriore del centro giovani. È un muro sul quale i “writer” nostrani possono esprimere liberamente e legalmente la loro creatività. È un muro vivo e dinamico, che cambia faccia ogni settimana, un muro che ospita ragazzi di tutte le età e che li vede collaborare nelle molte tecniche possibili. È un muro che avvicina generazioni distanti, che spiega una disciplina, quella del writing, tanto cara ai giovani e altrettanto poco accettata dai più adulti.

Si chiama “Muro libero” ed è, appunto, un muro LIBERO. Un concetto importante – quello di libertà – per realizzare una politica all’ascolto dei giovani, che spesso si sentono limitati dalle imposizioni e lontani dalle istituzioni. Da parte a quel muro, qualche settimana fa, è apparsa una scritta diversa dalle altre. “ACAB”, ovvero “Tutti i poliziotti sono bastardi”. Uno sfogo, una bravata di qualche ragazzo. Niente di condivisibile, certo, ma nemmeno qualcosa di nuovo: lo si trova scritto in tante sigle su tanti muri, e presumibilmente senza grandi motivazioni ideologiche a supportare la propria tesi. Collegare la volgarità della scritta a un progetto che, tra le tante difficoltà del campo, riesce finalmente ad avvicinare il comune ai giovani e a stimolarne la creatività, è qualcosa per pochi.

Massimiliano Robbiani è uno di questi pochi. Con un’interrogazione ha politicizzato l’evento, dando a Comi la colpa della scritta. Ha screditato il progetto, ne ha chiesto la fine e ha proposto il passaggio della strategia municipale alla “linea dura”. Il muro libero è un successo e basta dare un’occhiata alla galleria fotografica (http://mendrisio.ch/muro-libero/) per capire che tanti giovani ci hanno messo tempo, passione e impegno. E Robbiani se ne faccia una ragione: non sarà di certo il suo odio per la Sinistra ad affossarlo.

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