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Le parole, la chimica e l’ingenuità

Le parole sono uno strumento potentissimo. Lo sono per chi ne abusa, poiché, come diceva recentemente Andrea Camilleri riprendendo il titolo di un libro di Carlo Levi, “le parole sono pietre”. Lo sono per chi ne fa arte. Ammiro la forza delle parole. Per questo la canzone d’autore italiana è la mia colonna sonora preferita.

Di tanto in tanto rifletto sulla casualità della vita. Sono sempre stato una persona curiosa, dai tanti interessi. Finito il Liceo ero indeciso sul mio futuro universitario, avevo una nuova idea ogni mese. Un mese medicina, un mese italiano, un mese geografia. Ricordo che il mese prima del termine delle iscrizioni ero orientato allo studio della chimica. Il mese dopo economia, e le iscrizioni chiusero. Ogni tanto immagino come sarebbe stata diversa la mia vita se le iscrizioni avessero chiuso il mese prima, e io di conseguenza avessi iniziato a studiare chimica.

“Rimpiango l’ingenuità, perché l’ingenuità è alla base di qualsiasi entusiasmo. E sull’onda dell’entusiasmo si possono compiere dei piccoli inconsapevoli capolavori, come anche delle piccole inconsapevoli cazzate. Giudicate voi.”

Fabrizio de André
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