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Discorso Congresso Rivera

Discorso di candidatura tenuto al Congresso di Rivera, 16/06/2019. Ho provato a parlare di giovani in modo non scontato, tenendo comunque un discorso interessante e stimolante. Credo sia andata bene.

Care compagne e cari compagni,
Oggi voglio parlarvi di giovani. Parlare di giovani è un po’ come parlare di scuola: ci sono passati tutti e tutti pretendono di esserne esperti. In realtà, sui giovani vengono dette una marea di banalità. Proviamo a orientarci con qualche dato:

1. In Svizzera, la disoccupazione ILO per i giovani tra i 15 e 24 anni è dell’8%. Fortunatamente tra le più basse d’Europa, ma comunque del doppio rispetto agli altri gruppi d’età.

2. Meno del 40% degli Svizzeri sotto i 40 anni vota. Al contrario, i 70enni votano in massa, con punte fino al 70%.

3. L’Ansa riporta che i sintomi depressivi sono aumentati del 63% tra i giovani adulti negli ultimi 10 anni.

4. Secondo un’inchiesta del Guardian, i giovani tra i 24 e i 30 anni fanno molto meno sesso dei loro coetanei 20 anni fa. Come se non bastasse, una ricerca dell’Università di Ginevra ha dimostrato che nemmeno lo sperma dei giovani svizzeri se la passa troppo bene.

La deduzione di molti anziani è la seguente. I giovani sono dei fannulloni, non pensano al loro futuro, non curano la loro salute e, come se non bastasse, la probabilità che diano dei nipotini è ai minimi storici.

Lasciatemi sfatare questo mito. Certo, i giovani sono oggetto di problematiche grandi e complesse. Penso all’evoluzione del mercato del lavoro, che è decisamente più competitivo rispetto a 30 o 40 anni fa; oppure alla dipendenza da social network, guidata dalle scariche di dopamina che provoca una notifica su instagram.

Ma i giovani hanno risorse e visioni inimmaginabili. Perché saper sfruttare l’immensa potenza di calcolo di uno smartphone talvolta produce qualcosa di più che consegnare dati sulla propria vita privata a Facebook, a Google o alla King. Per chi non lo sapesse, la King è un’azienda sviluppatrice di giochi online che nel 2015 è stata venduta per 5.9 miliardi di dollari. Se “King” ancora non vi dice niente, forse “Candy Crush”, il suo gioco di più successo, può esservi d’ispirazione.

Dicevo, pensiamo alle loro potenzialità. In 10 mesi, giovani attivisti sono riusciti a riporre l’emergenza climatica al centro della scena politica internazionale mobilitando milioni di persone. L’hanno fatto riesumando lo sciopero della scuola cinquant’anni dopo il ’68, in un momento storico nel quale il Paese più influente in materia – gli Stati Uniti – è guidato da un negazionista climatico. Sono riusciti finalmente a comunicare quello che i climatologi delle migliori università del mondo ripetono da decenni.

Perché parlo di giovani a un congresso del Partito socialista? Perché noi siamo il partito della giustizia e della coesione sociale! E perché le sfide più grandi e urgenti che interessano la Svizzera, il cambiamento climatico e la sostenibilità del sistema pensionistico, sono sfide indissolubilmente e profondamente legate a un conflitto di interessi intergenerazionale. Sono sfide in cui il Partito Socialista giocherà un ruolo principale, in primis con Simonetta e Alain a capo del DATEC e del DFI. Sono sfide che dobbiamo affrontare assieme, giovani e meno giovani. Perché i giovani sono consapevoli dell’amore, del lavoro, della passione che chi ci ha preceduto ha messo per costruire il nostro Paese, e mai penserebbero che adulti e anziani non valgano niente. Ma agire assieme significa che i giovani siano coinvolti direttamente e i loro interessi siano considerati fino in fondo.

I giovani dovranno essere dentro il Parlamento, e non solo fuori, quando si discuterà dell’iniziativa per i Ghiacciai. I giovani dovranno essere dentro il Parlamento, e iniziare a presentarsi anche fuori, quando si discuteranno le riforme dell’AVS e del secondo pilastro. Il mio auspicio, compagni e compagne, è che a fianco di questi giovani ci sia, senza esitazioni, anche il Partito Socialista. Grazie!

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